R. Wolf, Cementificio.

 

Regioni conoscenzaLa ricerca - finanziata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto – ha il seguente oggetto: “L’impostazione di un mutato rapporto fra le istituzioni del governo regionale e l’università rappresenta una manifestazione – di avvio relativamente recente nell’ordinamento italiano ma con sviluppi significativi in altri ordinamenti di Stati membri, anche su impulso di indirizzi specifici dell’Unione Europea elaborati in particolare nel contesto delle politiche di attuazione di Orizzonte 2020 – di nuovi paradigmi concettuali di sistema che hanno investito la società nel suo complesso in una prospettiva radicata principalmente sui modi di organizzazione dei fattori dell’economia e sul ruolo che le risorse umane e intellettuali sono destinate a svolgere nel contesto competitivo del mercato globale. Tali paradigmi presuppongono ma altresì imprimono un forte impulso alle dinamiche di ottimizzazione ed accelerazione dello sviluppo della vocazione di ogni istituzione sociale del sistema che si riveli idonea – come certamente si verifica con riguardo all’università - a contribuire allo scopo di partecipare alla competizione globale.

 

Ne consegue che il ruolo assunto dalle istituzioni del governo regionale costituisce la premessa per la qualificazione dei rispettivi ordinamenti quali «Regioni della conoscenza» e che il ruolo che si viene precisando in capo alle università risulta a sua volta qualificabile come quello di «Università territoriali», senza necessario pregiudizio, nondimeno, per la vocazione universale della didattica e della ricerca quali rappresentano il patrimonio indefettibile della tradizione universitaria e della sua autonomia.

 

La ricerca ha l’obiettivo di svolgere una ricognizione critica della definizione delle rispettive funzioni dei soggetti istituzionali coinvolti e delle diverse modalità con le quali si realizza tale mutamento di rapporto fra istituzioni regionali di governo e università, come sopra indicato: funzioni e modalità  che possono essere ricondotte a modelli di coordinamento ovvero di indirizzo unitario e possono comportare l’esercizio di competenze di natura legislativa ed amministrativa, di programmazione, di verifica della qualità, di controllo di bilancio nonché di partecipazione alla designazione ovvero alla composizione degli organi. Anche sulla base della pluralità degli assetti e delle procedure, occorrerà distinguere fra la dimensione giuridico-istituzionale del government  e quella procedurale ed informale della governance. Gli ordinamenti oggetto della ricerca sono due autonomie regionali italiane speciali del Trentino e del Friuli-Venezia Giulia – entrambe particolarmente attive in materia -, accanto a quella ordinaria della Regione Veneto, in comparazione con la Catalogna e la Baviera”.

 

In tale prospettiva, il Progetto LIA contribuisce  allo svolgimento della ricerca attraverso l’organizzazione di riunioni di lavoro del gruppo d’indagine,  di eventi seminariali e il finanziamento di missioni di studio che siano collaterali e propedeutiche rispetto al miglior esito della ricerca in corso.

 

Partecipano alla ricerca:

 

Prof. Roberto Toniatti, Università di Trento (coordinatore scientifico)

Prof. Elena D’Orlando, Università di Udine

Dr. Michele Di Bari, assegnista di ricerca della Facoltà di Giurisprudenza, Università di Trento

Dr. Luca Fanotto, assegnista di ricerca del Dipartimento di Scienze Giuridiche, Università di Udine 

Dr. Cristina Fraenkel-Haeberle, Visiting researcher, Deutsche Universität für Verwaltungswissenschaften Speyer